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Riforma Pensioni e uscita anticipata


Tornando sul capitolo pensioni il premier Matteo Renzi ha annunciato novità che si prospettano positive per chi attende l’uscita dal lavoro. Si chiamerà APE il nuovo meccanismo di pensionamento anticipato (APE sta infatti per Anticipo Pensionistico) che permetterà appunto una maggiore flessibilità in uscita (dietro penalizzazioni) a partire da chi ha 63 anni.

Circa la questione della flessibilità in uscita per poter accedere alla pensione – ha chiarito il Presidente del Consiglio – “interverremo nella legge di Stabilità del 2017”. Il meccanismo, come detto chiamato APE, è il nuovo strumento che consentirà di andare in pensione prima, già messo a punto dal Governo.

Lo scopo del meccanismo che introduce la flessibilità in uscita con penalizzazioni è quello di andare incontro a tutti coloro che erano in procinto di raggiungere la pensione, ma che a causa dello “scalone secco” previsto dalla riforma Fornero, hanno perduto tale opportunità.

Al lavoro su questo nuovo meccanismo – ha anticipato il premier – l’Esecutivo tenta di proporre un sistema che consenta, a chi vorrà, di anticipare, “con una decurtazione economica, l’ingresso in pensione soltanto per un certo periodo di tempo”.

Sul meccanismo di flessibilità è tornato anche Tommaso Nannicini, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, che ha parlato dell’aperta “volontà del Governo” a predisporre interventi ad hoc che consentano la flessibilità in uscita già nella legge di Stabilità 2017.

Sull’intervento Renzi ha confermato: “Ci ha lavorato Nannicini, ha sentito l’INPS, il progetto è sostanzialmente pronto, c’è anche il logo. Parlerà a quelli nati in quegli anni lì: ’51, ’52, 53. Sentiremo i sindacati e l’Unione europea. Entrerà in vigore con la legge di Stabilità del 2017”.