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Tasse locali al limite Renzi : “Daremo ai Comuni i soldi in meno della Tasi”


La Corte dei Conti lancia l’allarme sulle tasse locali: nell’ultimo triennio c’è stato un «incremento progressivo della pressione fiscale» comunale, passata dai 505,5 euro 2011 ai 618,4 euro pro capite 2014. «I livelli massimi di riscossione tributaria» si registrano nei Comuni con più di 250 mila abitanti, dove arriva a 881,94 euro a testa. Il premier Renzi rilancia sull’abolizione delle tasse sulla prima casa e assicura i sindaci: «I soldi in meno della Tasi-Imu saranno integralmente restituiti ai Comuni».

Il rapporto della Corte dei Conti, arriva mentre il dibattito sul fronte fiscale gira intorno all’annuncio di Renzi all’Expo di una riduzione triennale di tasse per 35 miliardi e quella di martedì scorso alla Farnesina di voler ridurre la tassa sui profitti delle imprese al 24 per cento. La magistratura contabile punta l’indice sul binomio Imu-Tasi e sulle addizionali Irpef comunali: insieme hanno prodotto un aumento delle entrate dei municipi del 22 per cento nei tre anni che seguono il 2011 e arrivano al 2014. L’Ici-Imu, nel periodo in questione è cresciuta del 25,79 per cento mentre le addizionali Irpef del 45,20 per cento. Le cause: la crisi euro che ha portato ad elevare le tasse sulla casa e le necessità dei Comuni per far fronte ai servizi essenziali. La stessa Corte dei Conti segnala infatti che in cinque anni, tra il 2010 e il 2014, i Comuni hanno subito tagli per circa 8 miliardi di euro. L’aumento delle tasse tuttavia non è finito: e secondo Luigi Veltro della Uil servizio politiche territoriali nel 2015 già altri 400 Comuni hanno ritoccato al rialzo le addizionali Irpef dopo i 1.200 del 2014.

La nuova sortita di Renzi ha provocato reazioni nel mondo politico e sindacale. Secondo uno studio della Cgil l’abolizione della tassa sulla prima casa varrà per 8 milioni di contribuenti, quelli delle due fasce di versamento più basse, circa 55 euro pro-capite, mentre per un milione di contribuenti più ricchi il risparmio sarà in media di circa 827 euro. Lo sconto per 35.700 proprietari di case di lusso arriverà infine a circa 1.940 euro. La Cgil aggiunge che l’operazione proposta dal governo «fornirà benefici molto limitati a chi ha già poco, e molto più cospicui per chi possiede proprietà di maggior valore». Incalza il governo a procedere invece l’area centrista: «Bisogna abbassare le tasse sugli immobili e responsabilizzare la spesa dei Comuni», ha commentato il presidente della Commissione Lavoro del Senato, Maurizio Sacconi.

Fuoco di sbarramento da parte dei sindaci, nonostante le rassicurazioni di Renzi: «I Comuni sono stati utilizzati come “nastri trasportatori” di denaro dallo Stato e sono il comparto che ha pagato di più il prezzo della crisi», ha dichiarato Guido Castelli, coordinatore della finanza locale dell’Anci. Fortemente critico il Codacons: «A fronte di una tassazione comunale in crescita del 22 per cento dal 2011 al 2014, i servizi erogati dagli enti locali diminuiscono in sostanza i cittadini pagano più tasse per ricevere meno servizi o servizi peggiori», denuncia il presidente Carlo Rienzi.